Tutte le idee viaggio > Le faggete della Riserva dell’Acquerino

A cura della Guida GAE Paolo Burrini

Descrizione escursione

L’ascesa sul Monte Javello permette all’escursionista di godere dei paesaggi sulla piana di Prato e di attraversare le belle faggete del parco dell’Acquerino.

ll Monte Javello (931 m.) che domina le pianure pratese e pistoiese, infatti pur essendo relativamente basso e’ un luogo molto panoramico. Questo luogo e’ degno di attenzione per gli eventi bellici legati alla seconda guerra mondiale. Nel luglio del 1944 proprio qui sulla zona dello Javello venne organizzata una formazione partigiana che prese il nome di “Bogardo Buricchi” (sacrificatosi il 12/6/1944, con altri tre partigiani, per distruggere un treno tedesco carico di esplosivi nella stazione di Carmignano) e che raggiunse i 250 uomini.

Il 4/9/1944 venne decisa l’occupazione di Prato ma una parte del gruppo cadde in una imboscata presso Figline (più esattamente sulle pendici nord di Poggio Alto, fra Figline e Prato) tesa da una compagnia tedesca dotata di armamento superiore: i tedeschi persero una decina di uomini ma 29 partigiani furono uccisi o impiccati a Figline subito dopo la cattura (il fatto avvenne in quella che è l’attuale Via 29 Martiri, dove è posto un monumento commemorativo).

Le faggete della riserva dell’Acquerino rappresentano i luoghi infatti dove hanno vissuto i partigiani della Brigata Bogardo Buricchi fino al giorno dell’ultima discesa a valle.

Nelle ore immediatamente precedenti l’eccidio di Figline di Prato, 71 anni fa, i partigiani pratesi caddero in un’imboscata delle truppe tedesche che alla fine degli scontri lasciarono 29 corpi appesi ad una trave nel centro del paese di figline di Prato.

Il Monte Javello, oltre ad essere legato alle drammatiche vicende nel corso della seconda guerra mondiale, sembra sia legato alla fondazione stessa della città di Prato. Si dice che da questo monte, che è il più alto fra quelli della zona di Prato, scendessero a valle i primi abitatori della città: si trattava di abitanti delle zone circostanti che vi si erano rifugiati durante le invasioni barbariche; decisi a fondare una nuova città, scelsero il sito e lo chiamarono Prato proprio perché vi era un grande prato.

La riserva dell’Acquerino

La Riserva Biogenetica di Acquerino è localizzata a quote non troppo elevate sull’Appennino settentrionale, nell’alto bacino del torrente Limentra. Il territorio è montano e coperto quasi ininterrottamente da boschi, soprattutto di faggio. Sono presenti esemplari secolari di latifoglie intorno al fabbricato sede del Posto Fisso. A quote più basse troviamo cedui misti di cerro, nocciolo e orniello. Particolarmente rappresentati i rimboschimenti artificiali di conifere, tra i quali spiccano quelli di douglasia anche e soprattutto per la loro maestosità (con piante di altezza media pari a 35/40 m). Numerose sono le specie arboree minori come l’acero montano, il ciliegio, il sorbo degli uccellatori, il frassino maggiore, il salicone. La copertura forestale è interrotta piacevolmente da estesi prati di alto valore ecologico.

La flora e’ rappresentata principalmente da boschi di faggio in parte cedui invecchiati ed in parte convertiti all’alto fusto e boschi di conifere varie d’impianto artificiale, in particolare di douglasia. Ecosistemi fluviali e versanti circostanti con vegetazione ripariale ben conservata e elevati livelli di naturalità. Numerose sono le specie erbacee protette come l’aquilegia comune e la centaurea intermedia.

In termini di fauna la presenza di maggiore rilievo è senz’altro quella del cervo che fu reintrodotto negli anni ’50 con pochi esemplari provenienti dalla Foresta demaniale di Tarvisio: oggi rappresenta una delle popolazioni più importanti dell’Appennino settentrionale. Presente inoltre il lupo, il daino, il cinghiale, il capriolo, la volpe, la donnola, la martora, la faina, il tasso. Fra gli uccelli è significativa la presenza di diversi rapaci: lo sparviero, il falco pecchiaiolo, la poiana ed il gheppio. Inoltre frequentano l’area la tottavilla, la pispola, lo spioncello, il regolo, il fiorrancino, il luì piccolo, il codirosso, il codirosso spazzacamino, il picchio muratore, il rampichino, il ciuffolotto, il frosone e tra gli uccelli più legati all’acqua il merlo acquaiolo. Negli ambienti fluviali si rinvengono anche specie rare di anfibi come la salamandrina dagli occhiali, l’ululone appenninico e pesci quali lo scazzone e il vairone oltre al gambero di fiume.

Link esterni

Corpo Forestale dello Stato

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Paolo Burrini

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  • Luogo Riserva dell'Acquerino
  • Difficoltà Escursionistico
  • Guida competente Paolo Burrini
  • Info & prenotazioni info@insolitisentieri.it

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