Sul Sentiero delle burraie

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Le nostre guide Mirco di Giorgio e Paolo Burrini questo 31 di maggio hanno tenuto un’escursione lungo i sentieri dell’area naturale protetta di Poggio Ripaghera, nel comune di Pontassieve.

La prima sosta durante l’escursione è stata alla villa fattoria la Rocchetta, elegante edificio seicentesco dalle forme medicee, appartenuto alla Famiglia Brunaccini e caratterizzato dalla presenza del giardino a terrazza dell’antica organizzazione agraria con esempi di coltivazioni ormai cadute in disuso. Nella galleria fotografica potete vedere la foto che ritrae la cappella con lo stemma dei Brunaccini.

L’itinerario, con un percorso di circa 14km con difficoltà escursionistica, si è svolto in un continuo susseguirsi di ambienti naturali diversi partendo da quota 400m fino ad arrivare a poco oltre 900m e ha toccato numerosi luoghi dell’antica produzione casearia tipica di questa zona. E’ stata una esperienza che ha dato modo ai partecipanti di riscoprire modi di vivere ormai abbandonati e lontani dalle nostre abitudini.

Le burraie sono piccoli edifici in pietra, privi di finestre, quasi sempre parzialmente interrati e con una caratteristica apertura per l’aria posta sopra la porta di ingresso. Usate soprattutto tra il 1750 e il 1950 circa, le burraie erano composte da uno o due ambienti, dove la fresca acqua proveniente da una vicina sorgente fluiva in vasche e vaschette per la manipolazione e conservazione del burro. Sul cammino dell’escursione ve ne sono tre: quella di Rocchetta, l’unica intorno alla quale si può camminare, quella di Peretola, rimasta attiva fino alla prima metà del secolo scorso ed infine quella di Fonterinalda.

Durante la giornata si sono potuti inoltre gustare la bellezza e la varietà degli ambienti forestali di quest’area che presenta specie uniche in Italia, come per esempio la fioritura del Cisto Laurifolia nel suo unico habitat italiano, facendo letteralmente un salto indietro nel tempo rivivendo nei racconti gli antichi costumi dei casari e dei carbonari che hanno popolato questa zona fino al secolo scorso.

Il Liriodendro o Albero dei Tulipani è un albero di grandi dimensioni, a volte supera i 30 m di altezza, appartenente al genere delle Magnoliacee. E’ chiamato così perchè ha un infiorescenza a coppa simile esteriormente a quella del tulipano. Questo albero è uno dei tanti che il Il marchese Guitto Guadagni, padre della moderna sperimentazione forestale e proprietario dell’area del Poggio Ripaghera a cavallo fra il XIX e il XX secolo, piantò nell’area delle Burraie a partire dal 1889. Nel corso di 20 anni acquistò mediamente 10.000 piantine l’anno, rivolgendosi ai vivai di Vallombrosa, di Camaldoli, del Boscolungo (Abetone), di Cosenza (per il Pino laricio), dell’Aquila e del Cansiglio (BL).
L’area protetta raccoglie, nel loro massimo splendore, alcune fra le specie “esotiche” introdotte dal marchese nelle sue sperimentazioni che gli valsero nel 1909 la decorazione con la medaglia al merito silvano.

L’ultima tappa dell’escursione nei boschi del Monte Ripaghera è stata al Santuario della Madonna del Sasso dove si narra che Il 2 luglio 1484 la Madonna apparve con Gesù Bambino in braccio a due sorelline di nome Ricovera, sulla roccia adiacente a un tabernacolo in prossimità di un insediamento eremitico, (poi inglobato nel Santuario), che fu rifugio e oratorio di Sant’Andrea di Scozia, (in realtà d’Irlanda, detto anche Andrea Scoto), fratello di Santa Brigida d’Irlanda, la Santa che scelse come luogo di eremitaggio una grotta poco distante, circa 2 km, dove sorgerà poi il paese che prenderà proprio il nome di Santa Brigida. Tra il 1484 e il 1485 la Madonna apparve più volte alle pastorelle Ricovera, chiedendo che in quello stesso luogo fosse eretta una Chiesa perché, disse la S. Vergine alle due pastorelle: “Qui mi piace essere venerata e da qui effondere grazie su quanti me le chiederanno”.

 

 

 

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